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Attività svolte nell'anno scolastico 2003-2004

Scambio culturale ITCG "E.Fermi"con la scuola "Z10" di Zabrze in Polonia

Prima fase dal 30 marzo al 8 aprile 2004 in Polonia

Relazione a cura di Toto Davide classe IV Sez A Geometri

 

Martedì 30-03-2004

Ore 20:30 Partenza da Isernia con quasi mezz’ora di ritardo I genitori in lacrime salutano la propria prole. Attimi di caos per sistemare le valigie. Qualche alunno si è presentato con una valigia di 400 litri (simili a quelle per il viaggio di nozze). Una ragazza ha dimenticato, come da copione, il passaporto. Ora, dopo esserci sistemati, stiamo assaporando i primi attimi di questa avventura. Noi della IV A siamo tutti gasati: Cifelli è addetto al supporto logistico (carico di birra Heineken), Antenucci è arrivato con notevole ritardo, De Crescente già sta facendo il canacchione, Zappitelli ha sfoderato una chitarra gialla fiammante, Zarlenga, eccitato al massimo, si è messo in maniche corte, il prof. Franchitti (affianco a me) sta sgranocchiando un rustico, Ianiro fa il cinghiale, Colozza sta avidamente divorando un pezzo di torta ed io sto facendo l’amanuense. I presupposti ci sono tutti e l’ambiente è cordiale: sono sicuro che sarà una grande uscita! Il prof. Iarussi offre rustici a larga mano tra generali manifestazioni di consenso. La prof.ssa Marcovecchio, sulle orme del prof. Iarussi, a sua volta sta appioppando a tutti i presenti un rustico agnonese (dicono sia molto buono!).

Ore 21:45 Il mio amico Ianiro, ha appena espresso un suo profondissimo e personale concetto: “Chi è k t’è sà vocca da purcella?”!!!!!! Questa affermazione è scaturita dalle innumerevoli grida di disperazione provenienti dal retro del pullman.

Ore 21:50 Il film “Io non ho paura” è appena iniziato, ma ha già tristemente impaurito oltre la metà del pubblico presente. Intanto Zappitelli (forse galvanizzato dalla precedente esternazione di Ianiro) afferma: “I invec d Maria De Filippi m facess Maurizio Costanzo”

Ore 23:30 Il film è finito, tra generali esclamazioni di giubilo, ed ora mi metto a dormire, buonanotte.

Ore 23:40 Sosta in un autogrill vicino Macerata. Cogliamo l’occasione per alleggerire le nostre vesciche ormai sovraccariche. Di ritorno il tenore di insofferenza generale cala, ma comunque resta su livelli spropositati. Vediamo Zelig, ma molti, compreso me, hanno voglia di dormire.


Mercoledì 31-03-2004

Ore 02:00 Come al solito i quattro deficienti di turno tengono sveglio un intero pullman! Ma non ci lamentiamo, anche questa è la gita! Comunque come inizio non c’è male. Ci potevamo però fornire di un autobus più comodo. Se si è alti più di mt 1,72 non si ha spazio per le gambe: è matematico! La nostra classe è accampata tipo profughi albanesi su apposita carretta del mare. De Crescente, dall’alto dei suoi due metri, occupa 4 sedili più il corridoio centrale, Cif e Zap (gemellini della mezza birra) sono sdraiati trasversalmente lungo il corridoio, per la serie amanti focosi, Ianiro continua imperterrito a fare il canacchione. Adesso riprovo anch’io ad addormentarmi (ardua impresa), quando siamo allo svincolo per Ravenna.

Ore 03:40 Ulteriore sosta in un autogrill, stavolta verso Padova. Nel pieno marasma intellettivo, colti da improvvisi e ripetuti attacchi di labirintite e tribolati dalle numerose ore di pullman, dopo aver augurato un distaccato buongiorno all’inserviente, entriamo per comprare qualche futile oggetto o soddisfare nuovamente i nostri bisogni corporei. Dopo un ulteriore giro di rustico del prof. Iarussi, ripiombiamo nuovamente nel nostro profondo stato di catatonicità, interrotta a sprazzi da insulti e parolacce varie.

Ore 04:30 Il prof. Franchitti sveglia, con molteplici grida di follia, tutti i partecipanti. E’ quasi da ricovero…!

Ore 04:50 Ormai l’insonnia ha colto tutti. Ci inventiamo modi per ammazzare il tempo: ascoltare musica, distruggere qualcosa, cercare invano di combattere i capricci di Morfeo (ma che poeta!).

Ore 06:15 Finalmente tutto tace, o meglio taceva! Infatti adesso iniziamo a svegliare di fronte ai primi bagliori solari, quando siamo vicino Tarvisio (e c’è anche la neve!).

Ore 06:40 Sosta all’autogrill. Quest' ultima fermata è stata molto più piacevole delle altre, non coperta dall’oscurità e per giunta al tonificante freddo delle Alpi. Ormai siamo quasi al confine.

Ore 07:25 Siamo in Austria

Ore 09:15 La desolazione e la disperazione regnano sovrane. Scene di panico collettivo si intravedono in ogni ordine di posti. Il paesaggio alpino che ci viene offerto è caratterizzato da due colori principali: il verde degli abeti che attecchiscono ovunque ed  il candido biancore della neve.

Ore 09:55 Fermata in un singolare autogrill austriaco

 

Ore 12:00 Arrivo in hotel a Vienna. Le camere non ci possono essere consegnate subito e dobbiamo sistemare tutti i nostri bagagli in una camera. La logica, a questo punto, suggerirebbe di scegliere una camera al pian terreno, o meglio ancora il lasciare le valigie in un angolo della sorvegliatissima hall. E invece no!! La camera prescelta è al quarto piano e, a coronamento di una cospirazione interplanetaria, l’ascensore è fuori uso. Così noi studenti, soprattutto maschi, emulando Ercole nelle sue dodici fatiche e le gesta di impavidi cavalieri medievali, abbiamo dovuto trasportare valigie pesanti svariati quintali su per 10 rampe di scale! Da dimenticare. 

Ore 15:30 Inizio visita della città di Vienna, con apposita guida in preda a profondissima crisi paranoica. Nel corso della visita abbiamo intravisto, data la andatura sostenuta, gli innumerevoli palazzi,edifici, chiese, musei o semplici curiosità della capitale austriaca. Tutti gli alunni sono concordi nel riconoscere la bellezza e la validità di tali opere, ma sono contrariati dall'eccessiva rapidità nella visita dei luoghi. Una curiosità: siamo rimasti intasati in un ingorgo spaventoso nel pomeriggio, poiché, a detta della guida, molte strade del centro erano chiuse per motivi di sicurezza, causa la visita in città di uno sceicco dell'Arabia Saudita con al seguito numerosissime mogli, dignitari, notabili, amici, conoscenti, simpatizzanti, ecc, ecc..... per un totale di oltre 200 persone.

Ore 21:50 Con oltre un'ora di ritardo ci viene servita la cena, composta da una vellutata di verdura, una polpetta, purè di patate e torta. Molti studenti non gradiscono le pietanze presentate, preferendo i "salubri" alimenti venduti al McDonald. Subito dopo cena quasi tutti gli alunni si lasciano andare nella sfrenata notte Viennese. Alcuni studenti, in particolare Toto, Cifelli, Zappitelli e Zarlenga, si abbandonano a raffinate degustazioni di birra locale, nei numerosi locali della zona. Alla fine, con un plebiscito generale e senza alcuna esitazione si è eletta la birra Tyskie, della signora Rosa, come la migliore. Con le meningi appena offuscate dall'azione alcolica, ma ancora nella piena capacità di intendere e volere, i 4 tornano in hotel estremamente soddisfatti e fieri. Il riposo sarà quieto, placido ed infantile (anche se Zarlenga si lamenta della mancanza  di spazio materiale per dormire). 

 


Giovedì 1-04-2004

Ore 08:30 Colazione e pronta partenza da Vienna alla volta di Zabrze

Ore 11:25 Arrivo al confine Austria - Repubblica Ceca, con annessi e connessi controlli. La prof Marcovecchio, sprezzante del pericolo, si divincola agilmente nei cavilli giudiziari. Piero, il nostro fido autista, considerato che le pratiche burocratiche sono state espletate rapidamente in circa 20 minuti (avevamo preventivato circa 3 ore), ha pensato di ringraziare il buon angelo custode offrendo al poliziotto della dogana una bottiglia di lambrusco frizzante. Tale gesto è stato molto apprezzato dal doganiere che ha fatto, per tutta risposta, un sorriso a trentasei denti.

Ore 12:30 Sosta a Brnò, secondo centro per importanza della Repubblica ceca, cittadina dai caratteri barocchi, molto pulita e con gente cordiale. Sulla sommità di una collina , nel centro della città, sorge lo Spielberg. Qui Silvio Pellico, imprigionato con molti patrioti italiani, scrisse "Le mie prigioni". Non nascondo che ancora oggi, guardandola, tale costruzione evoca un ombra sinistra e di mistero. Entriamo in un bar per un sospirato caffè, sforzandoci di trovare la giusta frase in inglese, quando, con nostro sommo piacere, veniamo apostrofati in perfetta lingua napoletana. E' Mario.... uomo di una quarantina di anni, originario di Capua, ma che vive con la sua compagna rigorosamente "ceca", a Brnò. Ci spiega che negli ultimi 2-3 anni il costo della vita è aumentato notevolmente; pian piano ha imparato la lingua e, soddisfatto del lavoro che svolge(che non siamo riusciti a comprendere), passa 5 mesi in Italia e la restante parte dell'anno qui. Ci rimane appena il tempo di scattare qualche foto al locale Conservatorio, alla Cattedrale ed al palazzo di giustizia e, a malincuore, ci incamminiamo per ritornare al pullman. Impressioni finali e indice di gradimento: proporrei un meritato 8 e mezzo!

Ore 17:10 Arrivo al confine tra Repubblica Ceca e Polonia. C'è un doganiere un po' troppo precisino, ma forse sta' solo facendo il proprio lavoro. Si altera quando viene a conoscenza del fatto che uno degli alunni possiede il passaporto americano (Cicchino), a differenza di quanto riferitogli in precedenza ovvero passaporto italiano.  Il mistero è presto svelato difatti questo nostro compagno ha ambedue i passaporti. Sigh!Alla fine, quasi mezz'ora dopo,  il doganiere zelante ci lascia andare e ripartiamo alla volta dell'agognata meta.

Ore 19:00 Finalmente arriviamo a scuola, a Zabrze! Scene di entusiasmo e gioia si sprecano! Appena entriamo alcuni studenti cantano canzoni assolutamente incomprensibili, ma che ci riempiono di stupore ed allegria. Subito dopo, in ordine per classi, conosciamo i nostri partner polacchi e, dopo lunghi e sfiancanti saluti, andiamo alle nostre rispettive abitazioni. Si potrebbe pensare, a questo punto, che fossimo usciti di scena scontatamente e che fossimo andati a letto, dopo una giornata di stress e sopportazione. E invece no! Dopo i dovuti convenevoli, ci siamo tutti ritrovati in un anonimo pub della zona a bere (sempre moderatamente) e a conversare con la cordiale gente polacca. A distanza di tre ore eravamo tutti nel nostro comodo giaciglio.   


Venerdì 02-04-2004

Ore 09:30 E’ stato organizzato in mattinata una sorta di spettacolo in onore degli studenti italiani. Si sono prima ascoltate alcune canzoni in lingua italiana, non eccellenti dal punto di visto tecnico e letterale, ma molto simpatiche e gioiose. E’ stata poi messa in scena una danza polacca tradizionale, davvero molto suggestiva, ed infine sono stati descritti al pubblico, in polacco ed inglese, alcuni dei più rappresentativi personaggi nazionali, da Keplero a papa Giovanni Paolo II. Successivamente tutti gli studenti italiani prendono parte alle lezioni scolastiche (soprattutto di lingua inglese). Le lezioni, però, sono alquanto disordinate e la confusione regna sovrana, incontrastata, su tutto e tutti. Nella bolgia infernale c’è anche posto per riti tradizionali che sfiorano il sadismo. Infatti, quando si compiono 18 anni, in Polonia c’è l'usanza di martirizzare il povero sfortunato con 18 terribili "frustate" sul fondoschiena. Quando uno studente si tolse la cintura, nessuno di noi ne comprese il motivo, ma quando si iniziò il rito, venimmo a conoscenza della "barbara" usanza. Si potrebbe pensare ad una esagerazione, ma i colpi erano veramente molto violenti! Comunque, dopo tutto, le lezioni risultano piacevoli e costruttive ed il dialogo con i professori, anche se a tratti sfiancante, è continuo e diretto.

Ore 12:00 Consumiamo il pranzo nella mensa scolastica. Molti di noi non gradiscono quanto offerto, probabilmente solo perché troppo diversa dalla nostra cucina tipica. Gran parte degli studenti si adegua alla situazione ed ingerisce la propria porzione senza eccessivi lamenti.

Ore 14:30 Ci rechiamo in centro per un incontro con il vice-sindaco e, successivamente, per una visita guidata della città. Il vice-sindaco, ed i suoi collaboratori, non facendo caso al brusio ed agli apprezzamenti degli alunni (sui tavoli erano stati posizionati acqua, succo di frutta, wafer, biscotti ed ogni genere di stuzzichino), ci parlano della propria città e dei problemi che l’affliggono, del fatto che si sta cercando di modernizzarla e renderla meta turistica, visto che hanno già chiuso i battenti 10 delle 11 miniere di carbon fossile, fondamentali per l’economia locale. Ci comunicano la notevole importanza che si attribuisce all’istruzione (135 tra accademie, scuole e politecnici), la presenza in città di un museo municipale e di un museo minerario, di un teatro e di una filarmonica abbastanza rinomata che si esibisce anche negli Stati Uniti. Dopo averci parlato, non molto a lungo, di anche altri aspetti di Zabrze, caldamente salutiamo il vice-sindaco e usciamo per la visita guidata. Visitiamo le poste imperiali, il “grattacielo” di Zabrze, alto solamente 30 metri, il quartiere Donnesmank, fatto costruire dall’omonimo Guido per i suoi operai (egli era anticamente il proprietario delle miniere cittadine). Visitiamo il viale dei platani e la casa d’acciaio, valido esempio di architettura sperimentale. Infine visitiamo il cimitero ebraico, sicuramente la più toccante delle mete visitate. Tutta l’ambiente sembra surreale (il prof Iarussi definisce “da film di Dario Argento”), ma basta una sola risposta per farci comprendere la misticità e l’importanza del luogo. Alla mia domanda “perché il cimitero versa nell’incuria in cui si trova”, la guida replica: perché il 95% dei parenti dei defunti è morto nei forni di Auschwitz. Non bisogna aggiungere altro, ogni parola è superflua.


Sabato 03-04-2004

Ore 06:30 Ritrovo di fronte la scuola e pronta partenza

Ore 08:30 Arrivo alle miniere di sale di Wieliczka. Dopo un’interminabile discesa nelle viscere della terra, per una scala di legno che non ispirava molta fiducia al visitatore, arriviamo al primo livello, a circa 135 metri di profondità. I livelli in tutto sono 9, di cui solo tre sono visitabili. Essi sono costituiti da una fitta rete di corridoi, sale, androni e statue, rigorosamente in sale, sorretti e rinforzati da mastodontiche impalcature in legno (materiale che si conserva molto bene a contatto con il sale). Dopo aver visitato gran parte delle ambienti ed essere rimasti estasiati da tante bellezze e dalla grandezza dell’ingegno umano, usciamo nuovamente all’esterno, Dante direbbe “a riveder le stelle”, ma stavolta aiutati da un ascensore: se le scale ci erano sembrate inaffidabili, l’ascensore ci sembrerà veramente pericoloso,in quanto siamo stipati come polli nella stie, o peggio, come sardine sott’olio, e per giunta si avverte un vistosissimo ondeggiare di lato, di fianco, dall’alto verso il basso. Inoltre l’elevatore costituito da 4 vani posizionati l’uno sopra l’altro, permette di udire tutte le grida e gli schiamazzi dei compagni di sventura negl’altri vani. E’ un esperienza terribile ed entusiasmante allo stesso tempo, che però non rovina le idilliache visioni precedenti.

Ore 13:00 Arrivo a Cracovia. Possiamo ammirare tutte le bellezze di questa splendida cittadina, a partire dalla collina di Wawel, sulla quale è situata la città vecchia, con il castello e molti edifici di interesse storico. Su di essa si trovano anche la grotta del drago e la statua commemorativa del drago stesso. Narra la leggenda, infatti, che ai piedi della collina avesse trovato dimora il famelico essere, che il re di Cracovia dovette sfidare e sconfiggere. Da una sorta di bel vedere (situato vicino la grotta del drago), possiamo ammirare il magnifico spettacolo che offre il fiume Vistola. In quel tratto, infatti, il fiume forma due meandri che, insieme ai riflessi dorati dei raggi solari sull’acqua, catapultano il fortunato turista in una realtà onirica, fatta di gnomi, fate e folletti. A migliorare la già bella giornata, pensa un caratteristico mercatino (svoltosi, neanche a dirlo, in piazza del mercato), che offre, oltre ai tipici prodotti che si possono trovare in un comune mercato, anche particolari oggetti pasquali. Infine possiamo anche gustare un drink in uno dei tanti caffè situati intorno piazza del mercato.

Ore 19:00 Ritrovo di tutti i partecipanti al parcheggio dei pullman e partenza per Zabrze.

Ore 21:00 circa Arrivo a Zabrze.   


Domenica 04-04-2004

 Per l’intera giornata non è prevista alcuna attività comune. Ognuno trova i modi più disparati per trascorrerla allegramente. Alcuni vanno  in giro per pub, altri in piscina, altri ancora rimangono semplicemente a casa. Quasi tutti noi alunni della IV A andiamo a pattinare in una località vicino Zabrze chiamata Gliwize. Ovviamente gli scivoloni e le cadute sono un denominatore comune per tutti, comunque trascorriamo un bellissimo pomeriggio, con gioia e serenità. Alla fine, stanchi e indolenziti da contratture e traumi causati dagli innumerevoli e ripetuti capitomboli, torniamo alle nostre abitazioni, dandoci appuntamento a più tardi. Infatti, per la serata organizziamo una spaghettata in casa di un partner polacco. Per sbaglio, però, dai 7-8 partecipanti preventivati, ne arrivano a circa 20-22, senza contare la famiglia del malcapitato ospitante. Tutto il banchetto in ogni modo, è gradito dai commensali che, per soddisfare le loro papille gustative, rendono grazie ed allori agli impavidi chef (Toto Davide e Zarlenga Emanuele). Al termine del convitto giacciono sul campo di battaglia solamente monumentali pile di piatti.


Lunedì 05-04-2004

Ore 08:30 Ritrovo e partenza alla volta di Oswiecim, meglio conosciuta in Italia con il nome di Auschiwitz.

Ore 10:00 Arrivo al macabro luogo. Aleggia un’atmosfera carica di commozione e sacro rispetto; il dovere morale e civile dettò a tutti gli studenti un comportamento confacente al luogo. Apprendiamo che 1.100.000 sono le vittime fatte dalla follia nazista in questo campo. Ci rendiamo subito conto di quanto sia falsa la scritta che campeggia sull’ingresso, “arbeit mach frei” ovvero “il lavoro rende liberi”, puramente derisoria nei confronti dei prigionieri, poiché per loro l’unico modo per uscire dal campo, era sottoforma di ceneri attraverso le ciminiere dei forni crematori. Visitiamo il museo della fabbrica della morte, con le sue mille atrocità, con le sue mille foto di persone oggetto, senza un’anima, un’identità, svuotate di qualsiasi sentimento e dignità, con i suoi enormi cumuli di oggetti strappati ai prigionieri che sembrano ancora emanare l’acre odore della morte, dispensatrice di sofferenza e liberazione, con i suoi vasti spazi che un tempo furono palcoscenico di un orrida sceneggiata, con i segni tangibili di crimini immondi ed efferati. Camminiamo tra le costruzioni, tocchiamo materialmente gli oggetti che circa 60 anni fa toccarono le vittime innocenti dell’immane ecatombe. Visitiamo i crematori,  culmine del nostro ideale viaggio, più mentale che fisico, all’interno di tale mostruosità. Non vogliamo commentare più nulla, ma solo riproporre la frase che ammonisce tutti all’interno del museo: “Chi non ricorda la storia, è destinato a riviverla”.

Ore 14:00 Partenza da Auschwitz

Ore 18:00 Ci incontriamo in una cattedrale della zona, quella di Santa Teresa, per assistere ad un concerto di giovani cantori. I brani spaziano dalla musica sacra polacca, al Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, a pezzi più recenti, sempre in lingua polacca. E’ apprezzabile l’entusiasmo e la voglia con cui è condotta l’esibizione, una senso di misticismo e di spiritualità ci pervade.

Ore 19:30 Ci riuniamo in un fabbricato adiacente la chiesa per un rinfresco offerto dal maestro del coro, un simpatico sacerdote.


 Martedì 06-04-2004

Ore 09:00 Per quest’ora è previsto l’inizio del tesissimo match di pallavolo tra studenti italiani e polacchi. Come in un’arena, ai tempi dell’italico splendore, tra canti infernali intonati a squarciagola persino da tutti i proff, gli atleti nostrani lottano come gladiatori con le unghie e con i denti, riportando però, purtroppo, una sconfitta per tre 3 a 2. Ai nostri va dato l’onore di aver giocato una partita emozionante, tirata e dignitosa, se si calcola che avevano di fronte una delle più forti squadre studentesche della zona.

Ore 12:00 Prendiamo nuovamente parte alle lezioni scolastiche, riguardanti polacco, informatica, geografia, arte, matematica, storia e biologia. La lezione che interessa noi alunni frequentanti la IV Sez A, è biologia. La professoressa riesce a coinvolgere tutti i discenti con numerosi giochi e piccole spiegazioni sempre riguardanti l’ambito della biologia e delle scienze naturali. Ciò che impressiona, comunque, è l’affabilità e l’estrema cortesia dell’insegnante, che aveva precedentemente esposto molto materiale, come fossili e carbone, appartenenti alle collezioni della scuola. Con i propri alunni aveva anche confezionato dei piccoli doni fatti di ambra (materiale molto abbondante nella regione), offerti come ricordo a noi studenti italiani. Al termine dell’ora lasciamo l’aula con non poca malinconia.

Ore 13:30 Pranziamo nella mensa scolastica. Stavolta i cibi serviti sono di maggiore gradimento collettivo e  consumiamo la nostra razione più volentieri.

Ore 15:00 La sfida sul piano strettamente agonistico ed atletico, tra Italia e Polonia riprende con l’incontro di calcio. Se dal confronto pallavolistico l’Italia era uscita con l’onore delle armi, da quello calcistico esce con un perentorio e bruciante 3 a 0, che non offre alcun alibi ai poveri sportivi.

Ore 18:00 Partecipiamo ad un grande falò, circondato da boschi di betulle e verdi prati , tenutosi quasi a conclusione di questa splendida avventura. Anche in questa occasione l’intera scuola ospitante dimostra la propria enorme disponibilità e cortesia, offrendoci salsicce arrostite, ed arricchendo il già splendido paesaggio, con piccoli ma significativi particolari. C’e anche un singolare carro trainato da cavalli, per un simpatico tour degli studenti nell’intero parco.


 Mercoledì 07-04-2004

Ore 09:00 Ritrovo davanti scuola dei partecipanti allo scambio. Già da ora il magone attanaglia le gole di tutti. Si intravedono persino le prime lacrime. La preside e la traduttrice polacca tirano le somme del nostro viaggio e invitano anche gli studenti italiani ad esporre le proprie opinioni. Molti di noi (compreso me), però, non possono per la commozione.

Ore 10:00 Partenza: scene d’emozione ovunque. Le lacrime scorrono a fiumi. Tutti si abbracciano si scambiano baci, carezze e dimostrazioni di affetto di ogni genere. Il fatidico momento è arrivato, quello che tutti agognavano e temevano, sognavano ed aborrivano: si parte! La nostra avventura è finita.

Ore 12:20 Arrivo al confine tra Repubblica Ceca e Polonia. Ripartiamo dopo mezz’ora.

Ore 13:40 Sosta in una stazione di servizio per soddisfare i nostri impellenti bisogni fisiologici.

Ore 16:30 Arrivo alla frontiera tra Repubblica Ceca e Slovacchia.

Ore 18:00 Arriviamo a Bratislava, capitale della Slovacchia, città piena di storia e cultura, dallo splendido centro storico, ma anche aperta alla vita notturna e mondana. Qui veniamo lasciati liberi per consumare la cena e girovagare per la città. Alla fine  gran parte degli studenti e i professori si ritrovano di un “molto caratteristico” pub del centro, e si decide quindi di fare tutti insieme una magnifica escursione al castello. Il panorama notturno della città è veramente mozzafiato.

Ore 24:00 Partenza da Bratislava.


Giovedì 08-04-2004

Ore 00:10 Arrivo al confine tra Slovacchia e Austria

Ore 04:20 Sosta per rifornimento

Ore 06:30 Ulteriore sosta per rifornimento (molto probabilmente gli autisti hanno solo banconote da 10€). Le commesse che parlano italiano ci sembrano delle aliene dopo dieci giorni di lingua polacca, inglese, ceca, ecc,ecc.

Ore 06:45 Arrivo al confine Austria-Italia. Siamo a casa!

Ore 13:40 Sosta presso un autogrill in Emilia Romagna per il pranzo. Neanche a dirlo, tutto il locale è stracolmo di avventori, di conseguenza anche il servizio e i cibi non sono dei migliori.

Ore 18:00 Fermata nei dintorni di Pescara

Ore 19:15 Arrivo ad Isernia! Ci scambiamo gli ultimissimi saluti, le conclusive impressioni di tutta la nostra avventura. Cosa dire a conclusione?!?!? E’ stata una esperienza indimenticabile, completa e piena di contenuti umani e didattici. Cosa dire a conclusione di questa esperienza ? Peccato che sia finita così presto!   


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