|
|
|
Attività svolte nell'anno scolastico 2000-2001 Classe partecipante 3A geometri (18 alunni) Obiettivi didattici L'itinerario è stato programmato in collaborazione con la cooperativa “Percorsi Verdi“ di Isernia, al fine di favorire una più profonda conoscenza del nostro territorio e una maggiore sensibilizzazione e amore verso la montagna. Notizie generali Le cascate si trovano nel Molise Altissimo, nel territorio di Borrello nel medio corso del Sangro a circa 800 metri di quota in un comprensorio montano che conserva eccezionali valori ambientali e paesaggistici in un contesto di bassa antropizzazione.al confine con l’Abruzzo, dove il territorio, tra boschi di cerro e di abeti bianchi, inizia a degradare verso il Sangro e la sua Valle. Il Rio Verde, che nasce in località Quarto al confine fra Abruzzo e Molise, attraversa i comuni di Pescopennataro, Rosello e scende all'interno di una valle piuttosto profonda e poi a Borrello e, prima di confluire nel Sangro, dà vita alle cascate naturali più alte dell'Appennino che, alimentate da acque perenni anche se variabili nella portata durante l'anno, si sviluppano su un'ampia parete rocciosa in 3 salti consecutivi per un totale di oltre 200 metri. E’ la cascata del Verde che, quasi nascondendosi agli occhi indiscreti dell’uomo, improvvisamente ci appare in tutta la sua bellezza selvaggia. L'area, presenta una complessa geomorfologia ancora in fase di studio. Il corso d'acqua si trova infatti sospeso a circa 300 metri su rocce costituite da calcareniti e marne che poggiano su argille vari colori. Le cascate, che si porrebbero definire delle piccole cataratte per l'alternanza di tratti verticali, salti, gradini e forti pendenze, si trovano in un ampio anfiteatro roccioso dove stanno gradualmente creando un profondo canyon, risultato di quel processo di erosione e arretramento che è tipico di tutte le cascate di una certa grandezza. La Fauna L'eccezionale qualità delle acque del Rio Verde è dimostrata dalla ricchezza di fauna bentonica, cioè di insetti acquatici, come tricotteri, plecotteri ed efemerotteri, che rappresentano una delle principali risorse trofiche per numerosi altri animali. Tra questi il merlo acquaiolo e la ballerina gialla, uccelli particolarmente sensibili all'inquinamento delle acque e specie tipiche dei corsi d'acqua montani, freschi e ricchi di ossigeno. Notevole importanza riveste inoltre la presenza del granchio di fiume (Potamon fluviatile) ed in particolare del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), rappresentano una delle popolazioni più consistenti della regione. Con il Progetto comunitario ''Life Natura'' per la tutela e gestione del gambero di fiume si persegue l'obiettivo principale di proteggere le ultime popolazioni presenti in quest'area. Esso è ritenuto a buon diritto il principale indicatore biologico della qualità dei corsi d'acqua, poiché questa specie è pressoché intollerante nei confronti di qualsiasi forma di inquinamento del proprio habitat. Al momento, a causa della pesca incontrollata e del degrado ambientale, quella del gambero di fiume e' una specie in via d'estinzione, di cui restano solo piccole popolazioni confinate per lo più in ambienti acquatici montani di modeste dimensioni, fra cui quelli appenninici del versante adriatico centrale. Il progetto, quindi, si propone di incrementare la diffusione del gambero di fiume favorendo la riproduzione controllata degli esemplari e poi, tramite particolari tecniche, la loro reintroduzione nei corsi d'acqua ricadenti nei Siti di Importanza Comunitaria presenti sul territorio. In effetti esso rappresenta un'importante ed efficace risposta al fenomeno della perdita della biodiversità a livello locale, supportata, tra l'altro, da un ampio partenariato, territoriale ed istituzionale. Il successo di questo approccio permetterà la gestione della specie come risorsa biologica a vantaggio delle comunità locali, uscendo fuori dalla logica protezionistica e traducendosi da vincolo ambientale a concreta opportunità di sviluppo per il territorio. Si prevede il rilascio di almeno 5.250 esemplari di gamberi forniti principalmente dal centro di riproduzione del gambero di fiume presso l'incubatoio di valle nella riserva regionale Cascate del Verde. La Riserva Naturale Regionale "Cascate del Verde" presenta altre importanti peculiarità; difatti recenti ricerche hanno dimostrato che la locale popolazione di trota fario ha caratteristiche genetiche pure del ceppo appenninico. Altre specie parzialmente legate all'acqua sono gli anfibi tra cui le rane verdi e la rana italiana (Rana italica) e rettili piuttosto rari riscontrati nelle aree circostanti le cascate come la luscengola ed il cervone. Molto interessante tra gli uccelli è la presenza di numerosi rapaci oltre alla comune poiana e allo sparviere, il falco pellegrino, il nibbio reale e tra i notturni il gufo comune. La ricca vegetazione lungo il Rio Verde ed i boschi circostanti sono anche l'habitat principale per mammiferi rari come la puzzola (Mustela putorius) e il gatto selvatico (Felis silvestris). La grande valenza ambientale e la sua integrità complessiva sono ulteriormente rafforzate da un dato storico di eccezionale interesse: il famoso zoologo Achille Costa, nel 1845, riferisce di aver ricevuto la pelle di un individuo femmina di lince "catturata in Borrello, Distretto di Lanciano". La Flora Le pareti rocciose su cui si sviluppano le cascate e quelle circostanti sono coperte da una vegetazione perfettamente mediterranea. La costituzione geologica e le condizioni climatiche che vi si formano danno luogo alla presenza di una vegetazione dominata dal leccio (Quercus ilex) ed altre specie specie amanti del caldo a carattere arbustivo come fillirea, lauro-timo, vescicaria, acero minore e ginestrella. L'umidità, l'insolazione e l'esposizione dei versanti favoriscono anche lo sviluppo di altri tipi di vegetazione ; alla lecceta si alternano il bosco termofilo con la presenza di roverella e formazioni mesofile con carpino nero, orniello, aceri e tiglio selvatico. In alcuni dei versanti circostanti le pareti, in particolare nelle aree di forra, con un clima più fresco ed umido, troviamo anche specie tipicamente montane come il faggio e l'abete bianco. I pascoli, i margini di aree coltivate o di ex coltivi sono ricoperti da ginestre, ginepri, prugnoli ed altre specie arbustive che in alcuni casi lasciano spazio a garighe in cui, a primavera, vegetano numerose specie di orchidee. Lungo il corso del Rio Verde inoltre troviamo piante come il salice ripaiolo, il salice bianco, carici e farfaracci dalle gigantesche foglie. Sulle pareti umide e stillicidiose o dove gli spruzzi costanti d'acqua rendono l'aria particolarmente umida crescono tappeti rigogliosi di muschi, in particolare formazioni appartenenti all'alleanza del Cratoneurion, specie alquanto rare ed individuate tra gli habitat prioritari che sono alla base del processo di formazione del noto travertino. Gli alunni hanno osservato con interesse l’habitat e hanno raccolto materiale per la composizione di un erbario.
Si è anche visitata nei pressi di Pescopennataro, l'unico esempio di abetaia di abete bianco dell'Italia centro-meridionale.
Il "Giardino della flora appenninica" di Capracotta Notizie Generali Il Giardino della Flora Appenninica di
Capracotta è situato nel territorio di Capracotta, in provincia di Isernia,
nell’Alto Molise, a 1.550 metri s.l.m., lungo la strada provinciale per Prato
Gentile, a poche centinaia di metri dalle splendide piste di sci di fondo che
hanno ospitato i campionati italiani assoluti del 1997, a circa un chilometro e
mezzo di distanza dal centro abitato, in una posizione di straordinaria bellezza
paesaggistica che domina la Valle del Sangro, con un’ampia vista diretta sulle
Mainarde, la Maiella e tutto il Molise.
Ciao ...
|
|
|